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L’Intelligenza Artificiale e le Lingue del Mondo: Una Sfida Che Ci Riguarda

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Hai mai provato a chiedere qualcosa a un assistente vocale in dialetto? O a cercare informazioni in italiano su un argomento molto specifico e trovare solo risultati in inglese? Se ti è capitato, hai già toccato con mano un problema grande che riguarda l’intelligenza artificiale: la maggior parte dei programmi AI capisce e parla benissimo l’inglese, ma fatica di più con le altre lingue. Compresa la nostra.

Questa non è solo una questione tecnica. È una questione che tocca chi siamo, la nostra cultura e il modo in cui pensiamo. Vediamo insieme perché è importante e cosa si sta facendo per cambiare le cose.

intelligenza artificiale e protezione della lingua italiana
La sfida: AI e protezione della diversità linguistica


Perché Perdere una Lingua Significa Perdere un Pezzo di Mondo

Quando una lingua viene usata sempre meno — sostituita da un’altra più “dominante” — non perdiamo solo parole e grammatica. Perdiamo modi di pensare, tradizioni, storie e prospettive uniche.

Come ha sottolineato Audrey Azoulay, Direttore Generale dell’UNESCO: le lingue sono depositarie di identità, di valori culturali e di memorie. La diversità linguistica è un patrimonio comune che va protetto.

L’intelligenza artificiale può amplificare questo problema, rendendo le lingue meno diffuse sempre più marginali nel mondo digitale. Ma può anche diventare uno strumento potente per fare l’opposto: documentare, insegnare e preservare le lingue, anche quelle a rischio di scomparsa.

La direzione che prendiamo dipende dalle scelte che facciamo oggi.

Le lingue sono depositarie di identità, di valori culturali, di tradizioni e di memorie. La diversità linguistica è il nostro patrimonio comune che va preservato per garantire un futuro sostenibile e inclusivo.

Audrey Azoulay, Direttore Generale dell’UNESCO.

La Lingua Italiana: Molto Più Che Parole

La nostra lingua, con le sue radici latine, è intrecciata con secoli di storia, arte e letteratura. È la lingua di Dante, di Leonardo, di Montessori. Ma è anche la lingua dei proverbi, dei modi di dire, delle sfumature che nessuna traduzione riesce a catturare del tutto.

Pensa all’espressione “Fare le nozze con i fichi secchi”. Significa cercare di ottenere un grande risultato spendendo il meno possibile. Ma dentro ci sono anche la storia del Sud Italia, la creatività di chi faceva tanto con poco, la capacità di celebrare la vita anche nelle difficoltà. Una traduzione inglese perderebbe tutto questo.

Parlare italiano non è solo un modo per capirsi: è ciò che ci unisce e mostra la nostra identità. Far funzionare l’intelligenza artificiale con la nostra lingua non è solo un problema tecnico — è un modo per preservare chi siamo.

Cosa Sta Facendo l’Italia

Questa è la parte che è cambiata di più negli ultimi due anni, e ci sono buone notizie.

DanteLLM — Il progetto accademico

Il primo passo importante è arrivato dall’università. DanteLLM è un modello di intelligenza artificiale dedicato all’italiano, sviluppato da Fabrizio Silvestri e il suo team all’Università La Sapienza di Roma. Basato su tecnologia open source (cioè liberamente accessibile a tutti), Dante ha dimostrato che è possibile creare un’AI che capisce davvero l’italiano.

Si tratta di un progetto di ricerca con risorse limitate, non paragonabile per dimensioni ai colossi americani, ma il suo valore sta nell’aver aperto la strada e dimostrato che la sfida è possibile (fonte: Wired).

“Italia” e Colosseum — L’AI italiana fa sul serio

Il salto più grande è arrivato con iGenius, un’azienda italiana fondata da Uljan Sharka. Nel 2024 ha rilasciato “Italia”, il primo grande modello linguistico italiano completamente open source, addestrato per il 90% su testi in lingua italiana grazie al supercomputer Leonardo, gestito dal consorzio universitario Cineca.

Ma non si sono fermati. A inizio 2025, iGenius ha presentato Colosseum 355B: un modello con 355 miliardi di parametri, sviluppato in collaborazione con NVIDIA. È il modello linguistico più avanzato d’Europa.

L’obiettivo dichiarato non è solo tecnologico: è quello di creare un’alternativa ai grandi modelli americani che metta al centro le persone, le culture e le lingue diverse. Sharka lo chiama un “Rinascimento digitale” (fonte: WiredCorriere della Sera).

La Legge italiana sull’AI

Nel 2025, con la Legge 132/2025, l’Italia è diventata il primo Paese dell’Unione Europea a dotarsi di una normativa completa sull’intelligenza artificiale, anticipando il Regolamento europeo (AI Act). Un segnale importante: l’Italia non vuole solo subire l’innovazione, ma governarla.

Sfide e Opportunità

Far parlare bene l’AI in italiano non è facile. Le lingue sono piene di sfumature, modi di dire, parole che cambiano significato a seconda del contesto o della regione. Un modello deve imparare a riconoscere tutto questo per non perdere ciò che rende una lingua speciale.

Ma le opportunità sono enormi:

  • Insegnamento: l’AI può aiutare a insegnare l’italiano nel mondo e a preservare i dialetti regionali
  • Accessibilità: un’AI che capisce bene l’italiano rende la tecnologia più accessibile a tutti, anche a chi non parla inglese
  • Cultura: far funzionare l’AI nella nostra lingua è un modo per diffondere la cultura italiana nel mondo — quello che gli esperti chiamano “soft power”
  • Inclusione: se l’AI parla tutte le lingue, nessuno resta tagliato fuori dall’innovazione

Cosa Possiamo Fare Noi

Potresti pensare: “Ma io cosa c’entro? Sono cose da esperti.” In realtà, ognuno di noi può fare la sua parte:

  • Usa l’AI in italiano. Quando parli con ChatGPT, Gemini o qualsiasi altro assistente, fallo in italiano. Più persone lo usano in italiano, più i modelli miglioreranno nella nostra lingua.
  • Segnala quando l’AI sbaglia in italiano. Se ricevi una risposta strana, tradotta male o che non coglie una sfumatura, segnalalo. I feedback aiutano a migliorare.
  • Parla della diversità linguistica. Condividi con amici e familiari il fatto che le lingue nel mondo digitale hanno bisogno di essere protette.

Conclusione

L’intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo. Può appiattire le differenze, rendendo il mondo digitale un luogo dove si parla una sola lingua. Oppure può fare l’opposto: valorizzare ogni lingua, ogni cultura, ogni modo unico di vedere il mondo.

L’Italia ha iniziato a muoversi nella direzione giusta, con progetti come DanteLLM, il modello “Italia” di iGenius e una legge all’avanguardia in Europa. Ma la strada è ancora lunga, e servono investimenti, consapevolezza e la partecipazione di tutti.

La prossima volta che parli con un’intelligenza artificiale, fallo in italiano. È un piccolo gesto, ma conta più di quanto pensi.

Articolo aggiornato a marzo 2026.

Fonti e risorse:

FIDO Alliance — Standard di sicurezza digitale

DanteLLM su GitHub — Il progetto della Sapienza

Il modello “Italia” di iGenius — Wired Italia

LLM italiani: il panorama — Corriere della Sera

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